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set 10

Tutorial Astrofotografia con Pixinsight – Un universo non-lineare

Astrofotografia – Tutorial Pixinsight

Tiriamo fuori il segnale!

Ci siamo lasciati nel precedente tutorial con la nostra astrofotografia bilanciata, “flattata” e con i colori ben calibrati. Ma sempre sotto forma di immagine lineare. Ora dobbiamo passare ai fatti e tirare fuori il segnale che risulta ancora tutto compresso nelle basse luci, come potete vedere nell’istogramma qui sotto.

L’immagine mostra l’istogramma originale (con la campana quasi invisibile) e l’istogramma come diverrà una volta applicato lo stretch rappresentato dalla curva sovrapposta all’istogramma originale

Ma andiamo per ordine. Innanzi tutto bisogna ritornare alla visualizzazione lineare premendo F12 (o cliccando sull’icona “Enable/Disable Screen Transfer Functions”. Questo perchè ciò che vediamo a monitor è frutto di uno stretch fittizio (STF Autostretch) che Pixinsight ci mette a disposizione per capire cosa stiamo facendo durante l’elaborazione in fase lineare (neutralizzazione fondo cielo, rimozione gradiente, calibrazione colore ed anche altri tools che vedremo nei nuovi tutorials).

Quindi prima di effettuare uno stretch dobbiamo disattivare quello “fittizio” altrimenti non ci capiamo più niente :-)

La finestra “ScreenTransferFunction” che vedete nell’immagine sopra è il tool che “sta dietro” all’icona STF Autostretch, cioè tanto per essere chiari, sono la stessa cosa. O clicco sull’icona o utilizzo il tool apposito…ragionamento lineare direi :-)

Mi dilungo sempre molto….facciamo questo benedetto stretch!

Apriamo il tool HystogramTransformation che troviamo nel menu Process – IntensityTransformation e ci apparirà la finestra che trovate nell’immagine precedente. Selezioniamo dove c’è scritto <No View Selected> la nostra astrofotografia e vedremo comparire il relativo istogramma. Ora muoviamo i cursori come desideriamo ed applichiamo il tool alla nostra immagine. Se vogliamo ricominciare da capo clicchiamo sull’ultima icona nell’angolo in basso a destra, che resetterà i parametri.

Qui è già stato applicato il primo stretch ed il secondo è pronto per essere applicato, con i settaggi che potete vedere

Io di solito applico due stretch in serie, perchè posso controllare meglio lo sviluppo dell’istogramma. Utilissimo è lo strumento “Real-time preview” che ci darà una indicazione di quello che stiamo facendo, sopratutto ci farà accorgere se stiamo esagerando. Chi mi conosce intuirà che me ne servo parecchio, è l’unico modo per fermare la mia attitudine allo “stretch selvaggio” :-)

Quindi, fino ad ora abbiamo applicato il primo stretch. Ora tocca al secondo…

Nel secondo passaggio del tool HystogramTransformation portiamo il cursore di sinistra del grafico fino al “piede dell’istogramma”, tenendo sotto controllo il valore dei pixel “clippati” (il cui segnale cioè viene tagliato a zero). Lo possiamo vedere meglio nell’esempio qui accanto. Il numero dei pixel clippati in questo caso è 502 (che rappresentano lo 0.0028% dei pixel che contiene l’immagine). Un numero del genere non deve preoccupare, non se ne accorgerà nessuno….

Per aiutarvi potete zoomare l’istogramma con i pulsanti che trovate a metà finestra.

Forse già saprete quante informazioni si possono ottenere semplicemente guardando un istogramma di un’immagine, ed in special modo in astrofotografia. Possiamo accorgerci se i colori sono ben bilanciati, se ci sono gradienti, se il fondo cielo presenta una “dominante” e così via. Un istogramma ideale (cioè che non esiste :-)) ha la forma di una campana con i tre canali ben allineati (cioè con le curve ben sovrapposte), ed “inizia a salire” subito, pur senza essere “clippato”.

Lo stretch è qualcosa di molto soggettivo, dipende dalla qualità del segnale che abbiamo a disposizione e dal rapporto segnale/rumore e da fino a dove siamo disposti a spingerci. Ad un certo punto dobbiamo fermarci, e con i tools che ci mette a disposizione Pixinsight per proseguire poi con l’elaborazione, possiamo tranquillamente evitare di esagerare (sembra facile :-))

Quindi, ricordiamoci che non esiste una regola universale, tuttavia una volta che avremo trovato il “giusto equilibrio” per una delle nostre immagini, probabilmente continueremo ad utilizzare più o meno sempre lo stesso stretching per le altre immagini, a meno di non cambiare camera, telescopio, o luogo di ripresa.

Applichiamo quindi anche questo secondo ed ultimo stretching e godiamoci il risultato :-)

 

Anche questo tutorial è finito….ora dobbiamo cercare di migliorare l’aspetto generale, cioè incrementare la saturazione della nebulosità e delle stelle, dare un po’ di contrasto, togliere il rumore ed infine ridurre le stelle…diciamo che siamo arrivati a metà strada!

Spero che anche questo tutorial sia stato utile e come sempre sono a disposizione per qualsiasi domanda (purchè non sia troppo difficile….al limite vi rimando al nostro esperto :-))

Se volete proseguire con questa serie di tutorial potete cliccare qui sotto:

Tutorial Astrofotografia con Pixinsight – Saturare i colori con una Maschera di Luminanza

 

Grazie per l’attenzione!

Emanuele Todini

Stelleelettroniche.it

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