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nov 11

IC405 & IC410 – Tiriamo fuori il segnale ed i colori

Tiriamo fuori il segnale!

Dopo aver applicato il tool MultiscaleMedianTransform per ridurre il rumore nel fondo cielo, possiamo applicare un ulteriore stretch per tirare fuori la nebulosità che prima era pesantemente affetta dal rumore.

Vediamo cosa abbiamo ottenuto fino ad adesso:

Questo è il risultato del denoise con il tool MultiscaleMedianTransform. Come prima cosa applichiamo il tool SCRN per eliminare la componente verde che di solito rimane sempre dopo un denoise:

Ora applichiamo uno stretch con il tool HystogramTransformation, andando anche a tagliare le basse luci fino al piede dell’istogramma:

Ora applichiamo la maschera che abbiamo creato per il tool MultiscaleMedianTransform per proteggere le nebulose dal denoise. In questo caso la applichiamo senza invertirla, perchè vogliamo agire sulle nebulose per aumentarne la saturazione ed il contrasto…Ma vediamo la maschera applicata:

Con questa maschera attiva andiamo a saturare le due nebulose e ad aumentarne un po’ il contrasto, con il tool CurvesTransformation:

Ora per scurire il fondo cielo invertiamo la maschera ed applichiamo di nuovo il tool CurvesTransformation, impostando una curva ad “S” per RGB/K:

Ora per dare una saturazione generale ai colori, cioè non solo alle nebulose ma anche alle stelle, creiamo una maschera di stelle da sommare alla maschera utilizzata finora. Questa maschera di stelle dovrà contenere anche quelle grandi, quindi nel tool StarMask selezioneremo un numero di layer abbastanza grande:

Vediamo che sono state incluse anche piccole porzioni di nebulosità, ma ciò non ci da fastidio perchè andremo comunque a sommarla (con un’operazione di OR logica) alla maschera di prima. Apriamo il tool PixelMath e scriviamo “IMG_1|Star_mask”. Il simbolo “|” è il simbolo di OR logico. Questo operatore ci permette di sovrappore le due maschere:

Con questa maschera attiva andiamo ad applicare una saturazione con il tool ColorSaturation:

Bene. L’elaborazione potrebbe anche finire qui, ma vediamo se si riesce a fare qualcos’altro…

Riduzione ulteriore delle stelle e stretching finale

Proviamo a ridurre ulteriormente le stelle. Creiamo una maschera con il tool StarMask, facendo attenzione al valore di Threshold. Infatti per immagini altamente stretchate come questa, dovremo andare ad incrementarlo per evitare di includere anche la nebulosità presente:

Con questa maschera attiva applichiamo il tool MorphologicalTransformation, selezionando un pattern piccolo per non esagerare e degradare l’immagine:

Ok…ora vediamo se riusciamo ad applicare un ulteriore stretch…chissà!

Per capirlo è molto semplice…basta guardare l’istogramma:

Dall’istogramma capiamo che sicuramente possiamo tagliare le basse luci, scurendo globalmente l’immagine, e poi che possiamo forse azzardare anche un po’ di stretch…applichiamolo e vediamo che succede:

A quanto pare siamo riusciti ad estrarre ulteriormente del segnale relativo alla nebulosità diffusa presente intorno ai due oggetti!

Possiamo (credo) ritenerci soddisfatti del risultato :-)

Inserire le coordinate ed i nomi degli oggetti presenti

Una possibilità che definirei “sfiziosa” presente in Pixinsight è quella di visualizzare i nomi degli oggetti presenti (nebulose, stelle, galassie…) nell’immagine e di inserire la griglia di coordinate equatoriali.

Per farlo dobbiamo prima “risolvere” l’immagine, con lo script ImageSolver, presente nel menu Script – Image Analisys:

Di solito non funziona su immagini non lineari, quindi dobbiamo applicarlo sull’immagine lineare di partenza. Se non ci ricordiamo le coordinate approssimative dell’immagine (e chi se le ricorda…:-)) clicchiamo sul pulsante “Search” (quello con il binocolo) e si aprirà la finestra centrale nell’immagine qui sopra. Inseriamo la sigla di un oggetto presente e clicchiamo sul binocolo a fianco. Se tutto va bene ci appaiono le coordinate dell’oggetto cercato. Diamo OK e queste coordinate verranno importate direttamente nel tool. Poi inseriamo la lunghezza focale del telescopio e la dimensione dei pixel del sensore di ripresa. Diamo l’OK ed aspettiamo che il software “risolva” l’immagine.

Fatto questo dovremo copiare i campi nel FITS Header di questa immagine in quella che vogliamo annotare (si dice così :-)). Apriamo il tool FITSHeader nel menu Process – Image. Selezioniamo l’immagine lineare che abbiamo appena risolto (controlliamo che ci siano delle voci riguardanti le coordinate, la lunghezza focale del telescopio ecc…) ed applichiamo il tool ad una copia della nostra astrofotografia:

Lo applichiamo ad una copia perchè tutte le informazioni presenti nel FITS Header verranno cancellate e sostituite con queste, che però si riferiscono ad un’altra immagine (addirittura lineare). Quindi per sicurezza utilizziamo una copia.

Ora possiamo applicare lo script AnnotateImage, presente nel menu Script – Render:

In questo tool possiamo selezionare cosa mostrare, quali colori e fonts utilizzare per ogni tipologia di dato. Non è difficile da usare ed è anche abbastanza divertente:

Come possiamo vedere, questo script dà ancora qualche piccolo problema: ad esempio la IC410 è visualizzata anche con la sigla NGC1893, che si va a sovrapporre alla scritta IC410 creando confusione…

In ogni caso è uno script interessante che arricchisce le nostre immagini!

 

Siamo giunti al termine di questo lungo (come al solito :-)) tutorial. Spero sia stato di vostro gradimento!

 

Emanuele Todini

Stelleelettroniche.it

 

 

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