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dic 28

M8 & M20 – Composizione HDR

Composizione HDR di più immagini

Quando si riprendono soggetti con una dinamica elevata, succede inevitabilmente che per riprendere le parti più deboli andiamo a bruciare le parti più luminose…è inevitabile! Quello che si fa, quindi, è fare delle pose di breve durata dedicate a queste zone che vogliamo recuperare in fase di elaborazione.

E’ il caso di questa ripresa della zona di M8 ed M20 nella costellazione del Sagittario, nella quale la nebulosa Laguna (M8) presenta un nucleo molto luminoso che satura facilmente. In questo caso si tratta di pose da 360 secondi con uno strumento aperto ad f4.5, quindi molto luminoso. Ho dovuto quindi fare un set di pose da 60 secondi per il nucleo di M8, da utilizzare nella composizione HDR con Pixinsight.

Qui sotto possiamo vedere i due master light da 60 secondi (a sinistra) e da 360 secondi (a destra):

MasterLights

 

Vediamo che il nucleo della nebulosa Laguna ha una parte saturata (seppur piccola). Andremo a sostituirla con la parte non satura del master da 60 secondi.

I due master light sono stati ottenuti con il tool BatchPreprocessing, utilizzando gli stessi bias e flats per entrambe i set di lights, e dark da 60 secondi e da 360 secondi per i rispettivi lights (questo per dire che oltre ai light di durata più breve bisogna riprendere anche i darks).

Inoltre i due set di lights vanno allineati tutti usando la stessa immagine di riferimento: questo perchè il tool HDRComposition richiede una corrispondenza 1:1 fra i pixel delle 2 (o anche più) immagini da sovrapporre.

Come notato dall’amico Marco Favuzzi (blog) per poter usare correttamente il tool HDRComposition le immagini non devono più “contenere” i 3 file di rigetto prodotti dal tool BatchPreprocessing. Per fare questo si può usare una copia delle due immagini, o si può salvarle con un altro nome. Se non lo si fa, si otterrà un errore all’esecuzione del tool.

Detto questo, avviamo il tool HDRComposition (si trova nel menu Process->ImageIntegration):

HDRComposition

 

Carichiamo le immagini (meglio se in ordine decrescente di esposizione) e selezioniamo “Output composition masks”. Per eseguire il tool clicchiamo sul pallino blu nell’angolo in basso a sinistra.

Ciò che otterremo sarà l’immagine HDR e la maschera di sovrapposizione:

HDR and Mask

 

La maschera ci mostrerà in bianco le zone che sono state “eliminate” dall’immagine a lunga esposizione (quindi le zone sature), e sostituite con le rispettive zone dell’immagine a corta esposizione. Vediamo che oltre al nucleo di M8 ci sono anche delle stelle che sono state sostituite, perchè evidentemente saturate anche loro. Se non ci piace il risultato (valutazione che va fatta sempre guardando la maschera risultante) possiamo rifare una nuova composizione cambiando il parametro “Binarizing Threshold” nel tool HDRComposition.

Ora abbiamo la nostra immagine da elaborare. Da notare che il formato HDR è a 64 bit quindi oltre ad essere un file più pesante in termini di spazio sull’hard disk, lo sarà anche in termini di performance del computer.

Bilanciamento dei colori e rimozione del gradiente

Come al solito applichiamo un crop all’immagine con DynamicCrop:

M80M20 DynamicCrop

 

Poi applichiamo il tool BackgroundNeutralization:

M8M20 BGNeutralization

 

Ora è arrivato il momento di togliere il gradiente…che apparentemente non c’è, ma non si sa mai!

Apriamo il tool DynamicBackgroundExtraction e posizioniamo i samples soltanto nelle zone dove non ci sono nebulosità:

M80M20 DBE

 

Per velocizzare il piazzamento dei samples consiglio di generare una griglia automatica con il tasto “generate” e poi muoverli a mano, così si avrà un numero di samples definito, altrimenti non si sa mai quando fermarsi!

Come metodo di correzione scegliamo “Division”. Ricordo che se ci sono gradienti da IL bisogna usare il metodo “Subtraction”.

Eseguiamo il tool e vediamo che esce fuori:

M80M20 DBE Result

 

Come al solito nell’immagine del modello del fondo cielo ci si trova di tutto e di più :-). Vediamo però un confronto tra il “prima” ed il “dopo” dell’applicazione del DBE:

M8M20 DBE comparison

 

L’immagine a sinistra è quella di partenza, mentre quella a destra è il risultato ottenuto con il DBE: notiamo in quest’ultima immagine come la nebulosità stellare sia molto più evidente nella parte sinistra del frame e come sia sparita una dominante verde nella parte destra del frame. Segno che abbiamo fatto un buon lavoro.

Ora bilanciamo i colori con il tool ColorCalibration:

M8M20 ColorCalibration

 

Bene, ora passiamo alla deconvoluzione, ma in una variante rispetto a quella vista finora…

M8 & M20 – Deconvoluzione sui singoli canali

 

Emanuele Todini

Stelleelettroniche.it

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