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M42 & NGC1975 – HDRComposition di 4 set di immagini

HDRComposition: come sostituire le zone sature di un’immagine

La zona della Spada di Orione comprende le nebulose M42 e NGC1975 che per essere riprese nelle loro strutture più deboli richiedono esposizioni abbastanza lunghe che portano inevitabilmente alla saturazione di alcune zone, come ad esempio i nuclei ed anche molte stelle.

Per questo motivo è utile effettuare più set di riprese, con tempi brevi e via via crescenti; in questo caso ho effettuato 4 set di esposizioni di breve durata, oltre al set principale da 360 secondi:

  1. 5 pose da 10 secondi
  2. 5 pose da 30 secondi
  3. 5 pose da 60 secondi
  4. 5 pose da 120 secondi

Non ho ripreso alcun frame di calibrazione per queste pose, visto che sono brevi e comunque andremo a prendere solo le zone ad altissimo rapporto segnale/rumore, scartando tutto il resto (praticamente più del 90% del frame); possiamo usare i Bias ed i Flat che andremo comunque a fare per calibrare il set principale.

Se vogliamo creare una composizione HDR con il tool HDRComposition dobbiamo stare attenti a due cose:

  1. Il tool HDRComposition funziona solo se le immagini sono della stessa dimensione e perfettamente registrate fra loro (in pratica ci deve essere una corrispondenza perfetta pixel per pixel). Per questo motivo nel tool BatchPreprocessing useremo la stessa immagine di riferimento per l’allineamento, per tutti i set che dobbiamo preparare.
  2. Se croppiamo una delle immagini con cui andremo a fare la calibrazione, lo stesso crop va effettuato sulle altre.

Andiamo ora a vedere come preparare i set di immagini per poi integrarli con il tool HDRComposition.

Set principale:

Partiamo dal set principale: una volta calibrate e sommate le immagini andremo ad applicare i soliti tools di DynamicCrop e DynamicBackgroundExtraction.

DynamicCrop – applichiamo il crop e salviamolo come icona perchè lo dovremo applicare anche alle successive imagini:

DynamicCrop

 

DynamicBackgroundExtraction – posizioniamo i punti dove non ci sono nebulosità e gradienti. In questo caso i gradienti da IL sono praticamente assenti quindi ho applicato il tool selezionando “Division” come metodo di correzione.

HDRComposition DBE

Otteniamo quindi l’immagine a cui dovremo sostituire le zone bruciate:

HDRComposition ABE

Set di breve durata:

Alle rimanenti immagini (4 nel mio caso) va applicato lo stesso DynamicCrop applicato all’immagine principale, come detto precedentement. Inoltre possiamo applicare anche lo stesso DBE, oppure possiamo applicare un più blando AutomaticBackgroundExtraction (in realtà potremmo anche non applicare nulla, tanto il fondo cielo di queste immagini non ci interessa).

Io ho applicato un ABE, e queste sono le 4 immagini che ho ottenuto:

HDRComposition Images

 

HDRComposition:

Ottenute le immagini di partenza apriamo il tool HDRComposition e inseriamo le 5 immagini con il tasto Add File. Selezioniamo “Automatic Exposure Evaluation”, “Reject Black Pixels”, “Generate a 64-bit HDR image” ed “Output composition Mask”. Quest’ultima opzione ci permette di capire quali zone vengono prese dalle varie immagini per andare a sostituire le zone bruciate nell’immagine principale. Le maschere saranno simili alle seguenti:

HDRComposition Mask

Come al solito le zone bianche sono quelle che il tool andrà a prendere da ciascuna immagine “passandole” all’immagine successiva, e così via fino a sostituire completamente le zone bruciate; si può notare come in questo caso le maschere siano via via più bianche all’aumentare del tempo di esposizione. Se le maschere non ci soddisfano dobbiamo agire sul valore del “Binarizing Threshold” e sperimentare. Un valore più basso farà aumentare le zone bianche, e quindi le zone che verranno effettivamente sostituite nell’immagine a lunga esposizione.

Qui sotto vediamo il risultato dell’applicazione del HDRComposition con le impostazioni utilizzate.

HDRComposition Final

Vediamo che il nucleo “sembra” ancora bruciato…ma in realtà (se tutto è andato bene) è solo una questione di visualizzazione a schermo: difatti l’immagine ora è diventata a 64 bit e per vedere le strutture all’interno della nebulosa dovremo passare alla fase non lineare dell’elaborazione….

M42 & NGC1975 – Elaborazione Multilayer (Prima Parte)

 

Emanuele Todini

Stelleelettroniche.it

 

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